MANGIARE IN MODO CONSAPEVOLE
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MANGIARE IN MODO CONSAPEVOLE

MANGIARE IN MODO CONSAPEVOLE

«Se ti mancano i medici, siano per te curative queste tre cose: l’animo lieto, la quiete e la moderata dieta.»
Questo motto della Scuola Medica Salernitana, la più importante istituzione medica del medioevo, ci ricorda quanto mangiare in modo consapevole sia importante per la salute e il benessere.

Numerosi sono i professionisti (dai dietologi ai nutrizionisti, dai medici specialisti dell’alimentazione agli endocrinologi) che possono guidarci in una dieta personalizzata.
In questa occasione noi porteremo l’attenzione non tanto su cosa mangiare, ma su come mangiare. Vedremo come avere un buon rapporto con il cibo e come nutrirci in modo intelligente.

Io sono Maurizio Cancedda, l’ideatore del Metodo Rieduca®, e vi guiderò in una lezione pratica per mangiare in modo consapevole, gustare gli alimenti in modo da ricevere l’energia e la giusta gratificazione emotiva che può venire dal buon cibo.

Prima di iniziare, procuratevi qualcosa da mangiare e ponete il cibo che avete scelto di fronte a voi.
Poi mettetevi comodi, respirate, chiudete gli occhi e ascoltate il vostro livello di energia psicofisica: date un punteggio da zero a dieci e ricordatelo per una verifica finale.
Ora aprite gli occhi e guardate il cibo davanti a voi:
Quali sono i criteri con cui lo avete scelto?
E’ veramente quello di cui il vostro organismo ha bisogno?
E’ la quantità giusta per questo momento?

Personalmente, ogni giorno, prima di mangiare, ascolto il mio corpo e gli chiedo di quali sostanze ha bisogno. Poi, in base alla risposta che ricevo, scelgo cosa mangiare.
Ascoltate il vostro stomaco e sentite il livello di appetito di questo momento.
C’è relazione tra l’appetito che avvertite e la quantità di cibo che avete scelto? Ricordate che spesso gli occhi hanno più fame della pancia.
E’ veramente fame quella che sentite adesso o il cibo vuole essere un sostitutivo di qualche altro bisogno?

Chiudete gli occhi e pensate per un attimo a qualcosa di cui avete bisogno che non sia il cibo.
Può essere qualcosa di materiale o qualcosa di immateriale.
Può essere un’attività che vorreste svolgere o del riposo che vi manca.
Spesso il mangiare è un sostitutivo di qualcos’altro.
Aspettate che sia il corpo a rispondere.

Riaprite gli occhi e riguardate il cibo davanti a voi: lo vedete adesso nella stessa prospettiva?
Prima di iniziare mangiare prendete il cibo che avete scelto e avvicinatelo a voi per sentirne il profumo.
Questa lezione ci allena a mangiare in modo consapevole, evitando gli automatismi che portano alla cattiva digestione e all’eccesso di peso.
Ora, finalmente, portate il cibo alla bocca e assaporatelo senza masticarlo.
Attendete che la saliva lo sciolga.

La Scuola Medica Salernitana, che abbiamo citato all’inizio, aveva sintetizzato questo concetto nella locuzione latina ‘Prima digestio fit in ore’ (la prima digestione avviene in bocca).
Gli enzimi salivari, infatti, sono i primi a scomporre gli alimenti che quanto più restano nella cavità orale, tanto più permettono una facile digestione.
Il suggerimento infatti era quello di mantenere una masticazione lenta per un tempo di 20/30 secondi per boccone.
Osservate cosa è successo al cibo che avevate in bocca e quando siete pronti deglutite e solo dopo avere deglutito mettete in bocca un altro po’ di cibo.
Spesso, in modo inconsapevole, ingurgitiamo prima di aver masticato quello che abbiamo in bocca oppure continuiamo a riempire la bocca prima di aver deglutito il boccone precedente.

Fate tesoro di quanto stiamo imparando in questa lezione e continuate a mangiare lentamente, aspettando che il cibo venga elaborato in bocca, prima di inghiottirlo e di procedere con il boccone successivo.

Continuate a mangiare con questo stile, mentre vi racconto brevemente il caso clinico di una mia paziente che aveva la brutta abitudine di mangiare velocemente ingurgitando il cibo.
Questa giovane signora, dopo ogni pasto, aveva dolori nella zona dorsale.
Vi sembrerà strano, ma certe dorsalgie dipendono dagli organi dell’apparato digerente che quando vengono sovraffaticati si infiammano e se la prendono con la schiena.
Ebbene, la paziente in questione, imparando a mangiare lentamente, non ha più avuto mal di schiena nella zona dorsale.

Riportate l’attenzione sul vostro pasto: a un certo punto in cui vi chiederete se è il caso di continuare a mangiare o se ne avete abbastanza.
Fermatevi, chiudete gli occhi, respirate e continuando a respirare contate fino a dieci. Ascoltate cosa dice il vostro corpo.
Se avete ancora bisogno di cibo continuate pure a mangiare, altrimenti fermatevi evitando di appesantirvi inutilmente.
Quando avete finito il vostro piccolo pasto, chiudete ancora gli occhi e ascoltate il livello di energia psicofisica: come avete fatto all’inizio della lezione, date un punteggio da zero a dieci.
E’ cambiato qualcosa nella vostra carica energetica?

Se questa pratica vi ha dato buone sensazioni, ripetetela ogni tanto nel vostro quotidiano per ricordare al sistema nervoso come ci si nutre in modo consapevole.

Grazie per l’attenzione e a presto.

 

RIEDUCA®– Postura e Movimento

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